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FUGA DAL FUTUROle nuove (ma non tanto).. armi del potere Continua
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| sabato 5 maggio 2007, letto 1001 volte |
di Paco |
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NUOVE 014
Mi sono lasciato indietro col lavoro, così dovrò riempirvi di uscite discografiche. Senza ricamare cominciamo:
Joni Mitchell è uno dei simboli del cantautoratofemminile. Dagli anni Sessanta fino ad oggi ha attraversato il mondodiscografico con le sue idee e con la sua musica in continuaevoluzione: dal folk, al jazz, passando per world music e rock. “A tribute to Joni Mitchell” è un omaggio resole da dodici grandissiminomi del panorama musicale internazionale che reinterpretano alcuni deisuoi brani più significativi. Ecco così una lista di artisti da pelled’oca composta da Caetano Veloso, Bjork, Brad Mehldau, Prince, AnnieLennox, Elvis Costello, James Taylor, Cassandra Wilson, Sufjan Stevens,Sarah McLachlan, Emmylou Harris e K.d. Lang.
A distanza di ben cinque anni dall’uscita di “Lovebox”, i Groove Armadasi ripresentano con un longplayer inedito. 15 tracce che mettonodefinitivamente da parte l’esperienza chillout con cui i due dj sifecero conoscere nei primi anni 90 Suoni elettrici, ritmi house, vocals london style. Questo il feeling di“Soundboy Rock”, il cui primo estratto, “Get Down”, sta già spopolandopresso le radio nella versione 12 Mix . Il video, verràprobabilmente censurato o almeno tagliato dalle emittenti musicali, inquanto presenta scene di simulazione di atti sessuali.
 Per molti, è un sogno che diventa realtà. Per altri, è l’inevitabile conseguenza della reunion di un paio d’anni fa. Per altri ancora, se ne poteva comodamente fare a meno. Fan, realistici e scettici, tutti hanno ragione e tutti si sbagliano, su Beyond. Chiunque di recente abbia visto dal vivo il ricostituito trio – inquesta forma, assente dalle scene dal 1989 -, avrà avuto modo diaccorgersi che la potenza sonica originaria è invariata (semmai, resapiù feroce e devastante dalle mega-amplificazioni a disposizione oggidì), e che quell’insana tensione fra Mascis e Barlow su cui si reggono i giochi, oggi come allora, è praticamente intatta. tutto è al suo posto: i decibel, i watt, il muro impenetrabile dichitarre, i fuzz luridi, le possenti rullate di Murph, il bassomaltrattato di Lou, i riffoni, gli assoli tamarri, le melodieistantanee e il canto indolente di Jay. Ché Beyond, in fin dei conti, è un bel disco. Sparatelo a palla nello stereo, sfondate gli altoparlanti e i vostri timpani, e amen.
The Reminder , cogitato nei due anni trascorsi in tour e assemblato inpoco meno di una settimana con l’aiuto, oltre che dell’ormaiinseparabile Jason Beck, di Jamie Lidell e di Dominic Salole.Con nomi simili al seguito ci si potrebbe aspettare una produzioneesagerata, che punta magari molto sull’elettronica, sugli effetti, einvece l’unico effetto qui è la voce, sempre in tiro, di Leslie. Semmaiè proprio tutto il contrario, ovvero un “ricercato” tono dimesso, comefosse stato registrato in presa diretta . Che si tratti di nuovi brani (l’indie rock di I Feel It, il country pop di 1 2 3 4, la ballad a lume di candela con Eirik Glambek Boe di How My Heart Behaves) o di cover (il gospel accelerato di Sea Lion Woman, già omaggiata da Nina Simone) oppure di un ritorno al passato (lo scintillante notturno pianistico di The Water, già pubblicata nei Red Demos sotto il falso nome di The Eastern Shore, la solitaria in fingerpicking Intuition tratta dalle session di Let It Die) il flessuoso fascino di Feist rimane inalterato, se non più reale e diretto di un tempo
 Tori Amos è una cantautrice americana da sempre vicina a tematiche del mondo femminile. Nel suo ultimo album “American Doll Posse”interpreta cinque personaggi femminili, con voci e caratteristichedifferenti, ispirati ad alcune figure della mitologia greca classica: Isabel (Artemide), Clyde (Persefone), Pip (Atena), Santa (Afrodite) e Tori (Demetra e Dioniso). Le cinque donne, che fanno parte della “posse” del titolo, hanno ciascuna un blog tematico all’interno del sito ufficiale dellacantante dove postano pensieri, foto e riflessioni dettate dalle loro personalità. Presenti anche nell’ artwork del disco hanno tutte ecinque le sembianze di Tori, con look-trucco-parrucco diversi l’una dall’altra e molto d’impatto. L’inseparabile pianoforte Bosendorfer - disolito preponderante - si integra maggiormente con gli altri strumenti,privilegiando questa volta la parte ritmica.  Attivista per i diritti civili e leggenda soul e gospel, la grandeMavis Staples è tornata con il suo debuto per l\'etichetta ANTI,diventando compagna di scuderia di Tom Waits, Xavier Rudd e MichaelFranti. \'We\'ll Never Turn Back", prodotto da RY COODER, è il disco più intimo e più polemico della sua lunga carriera. L\'album riprende congrande forza le tematiche dei diritti civili per cui Mavis Staples si èsempre impegnata fin da quando ha iniziato a fare musica insieme ai TheStaples Singers negli anni ‘50, periodo durante la quale affiancavano Martin Luther King nella lotta per l\'ugualianza e la libertà. Inni chehanno fatto da cornice al movimento dei diritti civili degli anni50/60, brani tradizionali del sud degli Stati Uniti e nuove canzoni scritte insieme a Ry Cooder, sono il fulcro di questo capolavoro di musica soul. "Don\'t Look Back", lo storico documentario sul menestrello del rock, arriva in versione doppio DVD, assolutamente imperdibile.Diretto dal noto documentarista D.A. Pennebakere girato nel corso della tournée di tre settimane in Inghilterra nellaprimavera 1965 è uno dei profili più intimi di un artista mai messo supellicola. Con l \'intenzione di fare qualcosa di più che non un film suun concerto, Pennebaker cercò di cogliere sia il Bob Dylan privato chequello pubblico. Con un \'attrezzatura poco invasiva e la possibilità rarissima di avere accesso a praticamente tutti i movimentidell \'artista, riuscì ad ottenere uno sguardo molto naturale su unadelle figure più influenti della musica. Inoltre: un libro di 168 pagine che accompagna "Don \'t Look Back"(pubblicato in origine nel 1968), contiene una trascrizione completa del film, oltre 200 foto ed una nuova prefazione di Pennebaker. "Subterranean Homesick Blues"flipbook - un libro con le immagini utilizzate nella famosa sequenzadei cartelli con le parole della canzone in quello che molticonsiderano il primo videoclip della storia. “Are you Listening?”Il disco, scritto e registrato nelle sue abitazioni in Canada e aDublino, passa da ballade venate di folk e brani rock più elettrici, ma“Are You Listening?” contiene anche brani decisamente più melodici.Questo lavoro arriva dopo 4 anni di silenzio della band pop-rockirlandese The Cranberries, che si sciolse nel 2003 con l’uscita delloro greatest hits. The Cranberries hanno pubblicato 5 album dal 1993al 2001, hanno venduto oltre 40 milioni di copie e generato hits come“Linger,” “Zombie” e “Salvation”.  Col sesto album vero e proprio Björk opera una sintesi febbrile diquanto sperimentato in quasi tre lustri di carriera solista, senza chequesto significhi smettere di pensare progressivamente. Certo, lamusicista islandese non è più quel simbolo onnicomprensivo, la musadella techno-pop con ramificazioni imprevedibili e disparate, ma sidimostra una volta di più - e sempre più - padrona di un linguaggio multisfaccettato, figlio di mille complessità affrontate, vissute,risolte. La costante ricerca del perfetto punto di equilibrio tra pop eavanguardia produce oggi una concisione ficcante, un codice basato su pochi elementi ma potenti, pregni di significato come graffiti atavici. Basti sentire il singolo Earth Intruders, edificato sulla sola triangolazione tra le percussioni dei congolesi Konono N°1, gli abrasivi riff sintetici e la danza della voce. Eppure sembra molto di più, rivanga la florida frenesia etnica dei Talking Headseniani, quella compenetrazione etnico/tecnologica tra il minaccioso edil liberatorio. Naturalmente, laddove l \'idea di Byrne incarnava laglobalizzazione estetica in corso, quella rappresentata da Björk è giàavvenuta, metabolizzata ed oltrepassata. Un linguaggio nuovo che illinguaggio deve imparare, sta imparando. Ecco quindi che Volta guardaal presente con un\'urgenza metaforica pressoché inedita. E\' una preghiera e un grido d\'allarme, è lo sforzo presuntuoso e ammirevole di identificare il gesto artistico col (corpo e col) mondo. In questo senso, nulla è passato invano. Basta scorrere le tracce per rilevare - fin dai titoli - impronte dipassato riarticolate in un presente ancora vivo. Come gli ansitisintetici su languido sfondo orchestrale di Vertabrae By Vertabrae, l\'identificazione panica di Pneumonia, la scabra delicatezza da giardino orientale di Hope, mentre Innocence riesuma spasmi da beatbox per un electro-funk crudo e liberatorio che la candida al ruolo di moderna Violently Happy. Prosegue quel gioco folle e sottile di rimandi simbolici, dove ilbattito delle percussioni è il cuore, i fiatiil respiro ,le ritmiche digitali sono il reticolato nervoso dei codici metropolitani, mentre il fluire chimico dei synth rimanda alloscivolare dei fiumi sopra e dentro la terra. Istanze umane e naturali, arcaiche e futuriste, sonore e visuali: Björknon si smentisce. Ma la vera sorpresa arriva da Declare Independence, electro punk acre a sbranagola come potrebbe una PJ Harvey aizzata dai Suicide,brusca auto-affermazione che comprime individuale e collettivo,particolare e indistinto (il pezzo è dedicato alla questione delleIsole Fær Øer e della Groenlandia, alla ricerca della totaleindipendenza dalla Danimarca). E\' l\'ennesima sfaccettatura di Björk,quanto mai inattesa, giacché neanche nei ben più scellerati contestiTappi Tikarras, Kukl e Sugarcubes aveva toccato tanta asperitàespressiva.Un album vivo insomma di un\'artista che prova a mantenere alta la febbre, pasturando una gioiosa irrequietezza con la brama di nuove conquiste espressive. Il meglio è alle spalle, mail presente non può ancora fare a meno di lei. e tutto per il momento, potrete comunque preascoltare quasi tutte le novità visualizzando le schede sul sito. Se il preascolto non è disponibile lo troverete presto dando ogni tanto un occhiata al sito.
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